I malati di cuore del Santo Spirito si curano scalando il Terminillo
Sulle spalle uno zaino e l'esperienza di un infarto, di un'ostruzione delle arterie, di uno o più bypass alle coronarie: in sedici, tra cui un 86enne, su per la sesta vetta più alta del Lazio. E' la "montagnaterapia", la pratica consigliata dai cardiologi per chi è in riabilitazione

Sulle spalle uno zaino e l'esperienza di un infarto, di un'ostruzione delle arterie, di uno o più bypass alle coronarie, in sedici (compreso un ottantaseienne e altri ottuagenari) hanno scalato il Terminillo, sesta vetta del Lazio, 2mila 217 metri sul livello del mare. Nei due giorni di scarpinate, lento pede, come consigliano i ritmi del massiccio del reatino e, soprattutto, quelli del cuore, sono stati accompagnati da medici, psicologi, infermieri e guide del Club alpino. È la "montagnaterapia", il trattamento delle patologie cardiache in quota per chi è in riabilitazione: consigliata dai clinici della Cardiologia del Santo Spirito, viene praticata dai loro pazienti che, con l'escursione di quest'anno, sono arrivati alla settima scarpinata impegnativa.
"Dopo un infarto, un'angioplastica, un bypass ortocoronarico", spiega il primario Roberto Ricci, "queste scalate, riducendo il colesterolo, la pressione arteriosa, la glicemia e la frequenza dei battiti cardiaci, abbassano il rischio di eventi, come il secondo infarto, gravati da una mortalità ben più alta dei primi". "Per quanti la possono svolgere", continua, "l'attività fisica stimola l'attivazione di nuovi circoli sanguigni che migliorano le performances del cuore". "Farmaci e sport", indica Ricci, "sono la cura migliore per le malattie coronariche croniche che, a volte impropriamente, vengono trattate con interventi di rivascolarizzazione, stent o bypass ortocoronarici".
Se lo sport è consigliato da tutti, insomma, la montagna è la palestra preferita dai cardiologi del Santo Spirito. E non solo per l'attività fisica: "I benefici delle escursioni in montagna sulla psiche dei pazienti sono tangibili", spiega Francesca Lumia, promotrice del progetto, "accrescono l'autostima legata alla percezione del loro grado di autonomia". "Questi effetti", aggiunge lo psicologo Giulio Scoppola, "si riflettono nei rapporti familiari e in quelli professionali con una sicurezza e una serenità aggiuntive".
E la conferma è arrivata già "sul campo", davanti al rifugio Sebastiani, dal decano del gruppo dei pazientiscalatori, Santo Lui, che a 86 anni suonati, "si è arrampicato su una parete con prese artificiali", racconta Luciano Iotti, fotografo del gruppo, "poco meno di un sesto grado, sbalordendo l'intera comitiva, guide comprese".

di CARLO PICOZZA