Corso di SkiMan

Offesa al Terminillo PDF Stampa E-mail
Il Giornale di Rieti
Sabato 22 Agosto 2009 19:04

Offesa al Terminillo
La montagna offre un generale senso di abbandono
Per alcuni giorni in vacanza al Terminillo, ci siamo recati questa mattina a fare una passeggiata sul Terminilluccio ed avendo un bimbo di tre anni abbiamo pensato di servirci della Funivia.
Premesso che è libera politica commerciale di chi gestisce gli impianti stabilire le tariffe, la prima sorpresa è stata che anche un bimbo di tre anni paga la tariffa intera per usufruire del servizio. «È prevista la riduzione solo sul biglietto di andata e ritorno» ha affermato il bigliettaio. Peccato che avevamo già previsto di ridiscendere a piedi verso Pian de' Valli.
Meno fortunati sono stati altri turisti, cui è stato impedito di caricare una mountain bike sulla cabina, anche a pagamento, nonostante non vi fosse nessun esplicito divieto al riguardo. Era però ben scritto, a fianco alla biglietteria, che non era consentito il trasporto di animali, ma abbiamo potuto ammirare un cane al guinzaglio che in tutta tranquillità scendeva dalla cabina. «Scrivete una lettera di protesta alla direzione» è stata la sarcastica risposta della persona alla biglietteria (forse non era lui, in questo caso, la "Direzione"?).
Ma questo è nulla rispetto lo spettacolo desolante che si offre agli occhi del turista, precedentemente ammaliati dallo splendido paesaggio che si può ammirare durante l'ascesa. Appena usciti dalla stazione del Terminilluccio ci si trova davanti a piloni degli skilift dismessi ed ammucchiati ai piedi della stazione, muretti di contenimento fatiscenti o addirittura crollati, qua e là materiali ammucchiati alla rinfusa, ed un generale senso di abbandono che non si confà allo spettacolo offerto dalla natura circostante.
Tutti continuano a riempirsi la bocca con roboanti tesi e congetture su come rilanciare il Terminillo. Iniziamo da cose semplici e banali, ma che sono da sempre considerate dei capisaldi in altre località: un minimo di pulizia e di decoro che sappiano rendere onore alle bellezze che, forse immeritatamente, ci circondano. Poi tutto il resto.
di Giuseppe Melchiorre