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La pista al Terminillo? PDF Stampa E-mail
Corriere della Sera
Martedì 01 Novembre 2011 18:17

L' intervista Vicepresidente Udc e autore del testo contestato, attacca la «lobby delle soprintendenze»
«Piano casa e l'edilizia riparte»
Luciano Ciocchetti: nessuna forzatura. «Galan ha scelto lo scontro» Ogni ministro dei beni culturali, tranne Veltroni, è stato succube delle soprintendenze La pista al Terminillo? Possiamo cambiare qualche parola ma non stravolgere
Hanno parlato tutti, o quasi. Adesso tocca a lui, Luciano Ciocchetti, vicepresidente Udc della Regione, assessore all' Urbanistica: l' uomo che ha scritto il tanto contestato - dal ministro Galan e dall' opposizione - Piano casa. Perché quella legge, per voi, è tanto importante? «Rimette in moto l' edilizia, la principale industria del territorio. C' è un solo modo per farlo: riqualificare quello che già esiste. Le nuove costruzioni sono ferme, gli appalti pure e non si può continuare a consumare terreno libero». Ma le piste da sci e i porti turistici, che c' entrano? «La legge è una cornice normativa, è solo un veicolo. Anche il Piano casa del centrosinistra si chiamava, in realtà, "Legge di sviluppo dell' edilizia". O facevamo così, oppure avremmo dovuto modificare 11 leggi urbanistiche». Perché non lo avete fatto? «Per motivi di tempo e per la difficoltà che c' è in consiglio regionale di far approvare le leggi». Difficoltà politiche? «Diciamo in generale. Abbiamo fatto come il governo, quando emana quei decreti omnibus: anzi, la nostra legge almeno è omogenea come argomenti. Con la crisi, bisogna semplificare». Derogando anche ai vincoli paesaggistici? «Un momento. Noi siamo l' unica regione d' Italia che ha il piano territoriale paesaggistico adottato ma non approvato. È uno strumento imperfetto: ci sono 18 mila osservazioni dei Beni culturali, errori evidenti, sentenze passate in giudicato, regole che lasciano spazio all' interpretazione. Il 95% del nostro territorio è vincolato». Un buon motivo per forzare le regole? «Nessuna forzatura. La legge 24 del 1998, già prevedeva, d' intesa col Mibac, deroghe per opere di interesse pubblico: strade, università, attività turistiche». Pure i porti? «Non è vero che vogliamo fare 60 approdi. Alcuni progetti già c' erano, noi li abbiamo fermati tutti: al ministero, la dottoressa Federica Galloni (soprintendente regionale, ndr ) lo sa bene. L' unico porto autorizzato da noi è quello di Anzio. C' è una cabina di regia del mare, che deciderà i porti compatibili». La pista al Terminillo? «Una proposta della Provincia di Rieti, governata dal centrosinistra, appoggiata dalla giunta Marrazzo, che ha stanziato 20 milioni di euro. Si tratta di razionalizzare impianti che già esistono, non da costruire ex novo». Esterino Montino dice che, se stralciato il progetto dal Piano casa, il Pd è pronto a votarlo. «E che significa? Non era incostituzionale quell' articolo? Noi non vogliamo stravolgere il nostro Piano: se si tratta di cambiare qualche parola è un conto, cambiarlo tutto no». Perché Galan ha reagito così male? «Ha scelto lo scontro politico, non il confronto tecnico. Gli hanno raccontato cose false». Chi? «Politici, anche del ministero, e tecnici. Tutti i ministri dei Beni culturali, tranne Veltroni, sono stati succubi della lobby delle soprintendenze. Insieme ai giudici, è l' unico potere discrezionale in Italia». E la possibile sanatoria del Salaria Sport Village? «C' è un' inchiesta della Procura in corso. Deciderà il giudice se il Salaria è un abuso o no, ma se lo fosse non potrebbe essere sanato dalla legge regionale». Ernesto Menicucci RIPRODUZIONE RISERVATA
Menicucci Ernesto