Corso di SkiMan

Colonnello Zamboni PDF Stampa E-mail

Il caporale Mussolini e il colonnello Zamboni.
Un aneddoto curioso riguarda il Duce e l’ex albergatore del Savoia di Roccaraso, il colonnello Leandro Zamboni, che si trasferì agli inizi degli anni ’30 al Terminillo, dove costruì un altro albergo Savoia, e … leggete cosa accadde.
Pochi sanno che Mussolini salì le prime volte al Terminillo portando con sé anche la moglie Rachele e i figli Bruno e Romano. Erano gite alla buona, con tanto di pranzo al sacco preparato da Rachele. Il Duce, poi, durante i suoi viaggi lampo per il controllo dei lavori della nuova strada, acquistava in una rivendita reatina una semplice pagnotta di pane bruno con un po’ di companatico e saliva la montagna. Era questo il clima di un mondo e di un’epoca che si avviava verso la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale.

L’aneddoto più curioso riguarda però il periodo successivo al completamento della strada tra Rieti ed il Terminillo ed alla realizzazione dei primi alberghi.
Per il suo primo soggiorno con tutta la scorta, il Duce prenotò otto camere presso l’albergo Savoia (a quei tempi era vietata la qualifica di hotel, parola inglese da evitare accuratamente) per sé e per la scorta. Al proprietario dell’albergo però impose di non affittare le camere al piano superiore, perché non desiderava essere disturbato.
L’albergatore, l’ex colonnello degli alpini Leandro Zamboni, inviò ovviamente a Palazzo Venezia il conto per sedici stanze. Dopo qualche tempo l’albergatore non vedendo arrivare nessuna risposta si recò da Sebastiani, segretario del Duce, per caldeggiare il pagamento della pigione. Questi, prudentemente, fece notare che Mussolini aveva prenotato otto stanze e non sedici. Di conseguenza chiedeva un considerevole sconto. Zamboni si infuriò: “Io sono colonnello degli alpini, - urlò - lui è stato un semplice caporale, non accetto queste imposizioni e voglio essere pagato”.
Dopo qualche tempo, il colonnello ricevette quanto desiderato, ma il Duce abbandonò il Savoia per recarsi, invece, all’albergo Roma, sul piazzale di Pian de Valli, dove di solito prendevano alloggio, in camere poco lontane sullo stesso piano, le sorelle Claretta e Myriam Petacci. Rachele Mussolini invece già aveva smesso di recarsi in montagna,, mentre il Duce amava esibirsi spesso a torso nudo al sole scorazzando con gli sci sui pianori innevati.
Infine un dato curioso: il prefetto di Rieti dell’epoca invitava la polizia ad identificare e fermare, “con scarsa preveggenza”, tutti i facinorosi che facevano parte del movimento rivoluzionario “Alleanza Nazionale…”

 

 

Dal quotidiano: IL TEMPO del 29.luglio 2006