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Terminillo una storia da raccontare PDF Stampa E-mail
Storia
Terminillo
una storia da raccontare


di Franco Ferriani (tratto da terminillo.it)
Era il 1923 quando il Regio Decreto del 4 marzo riuniva la Sabina al Lazio. Nello stesso anno un altro avvenimento conferiva lustro a Rieti con la nomina a Governatore di Roma di Lodovico Spada Veralli Potenziani, Principe di San Ma-rino, patrizio di Bologna, Roma, Forlì, Faenza, Rieti, e latifondista della piana reatina. Potenziani, all’epoca già stimatissimo per i molteplici incarichi pubblici ricoperti (anche presidente dell’Istituto Internazionale di Agricoltura che dopo la guerra dette origine alla F.A.O.), fu contattato intorno al 1932 dal ministro dell’agricoltura Giacomo Acerbo e dall’On. Manaresi perché collaborasse alla realizzazione di un polo turistico montano da affiancare a quello marino di Ostia voluto dal fascismo.
Potenziani fu il personaggio giusto in quanto reatino di adozione, incantato da quella montagna che vedeva ogni giorno dalla sua villa di Colle S. Mauro, montagna decantata da M. Terenzio Varrone, da Virgilio e da Silio ltalico in epoca romana con nomi, anche terrificanti per quel tempo, quali «tetricae horrentes rupes» o «gurgures alti montes» ma successivamente indicato con i topo-nimi di «Termenile», «Terminello» e infine Terminillo. Il caso volle che il principe fosse anche presidente della Società Romana Costruzioni Meccaniche del Conte Ettore Man-zolini di Roma (che fabbricava le bombe a mano SRCM colorate di rosso), il quale, convinto anche dalla necessità di ottenere commesse belliche, accettò di finanziare l’operazione Terminillo costituendo la Società Anonima Funivie del Ter-minillo nel 1934 con il capitale di quattro milioni di lire. Nel progetto originale infatti erano previsti tre impianti funiviari che dovevano collegare Campoforogna al M. Terminilluccio, quest’ultimo al M. Terminilletto e infine l’attuale funivia. Questo fu l’avvio di un turismo industrializzato, ma prima?