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Questo fu l’avvio di un turismo industrializzato, ma prima? PDF Stampa E-mail
Storia

Capitolo 2 - Questo fu l’avvio di un turismo industrializzato, ma prima?
Certamente nei secoli fu percorsa da pastori, da boscaioli, carbonari e, nientemeno, nell’800 da cavatori di neve e ghiaccio, i quali, con sistemi rudimentali, riuscivano a conservare questa merce particolare vendendola fino a Roma. Notizie storiche dicono che le coltivazioni e alcune abitazioni si trovassero anche oltre i mille metri ed in località «Co-stadora», a monte di Pian di Rosce,è ancora possibile vedere terrazza-menti, alberi da frutto e qualche rudere, mentre nella tradizione delle popolazioni montanare il toponimo «Campo Forogna» viene ricondotto al latino «campus forum» dove cioè salivano gli abitanti dei vari paesi a fare mercato.
Ma torniamo ai primi approcci che all’inizio del 1900 si limitano a pochi appassionati ed alpinisti del C.A.I. di Rieti e di Roma che si av-valgono di guide dei paesi pede-montani alcuni dei quali famosi come Giuseppe Munalli di Lisciano, capostipite, ed ancora Orlando Rossi accompagnatore personale di Mussolini. Con quest’ultimo, a dorso di mulo, risaliva la ripida mulat-tiera passando per le poche case di «Macchiole», «Pian di Rosce», il vallone di «Miglionico» fino all’unico ostello esistente a quota 1615, rustico, tutto in legno e intitolato ad un eroe di guerra, «la capanna Trebiani». L’altro ricovero che ritroviamo fin dal 1903 è il «Rifugio Umberto I°» (questa struttura in legno nel 1901 fu prima presentata alla Expo Universal de Paris dal C.A.I.), molto più in alto a 2108 metri, meta privilegiata solo per audaci alpinisti.