Corso di SkiMan

Il 1940 è l’anno che vede l’arrivo di molte personalità .... PDF Stampa E-mail
Storia

Capitolo 4 - Il 1940 è l’anno che vede l’arrivo di molte personalità ....

Il 1940 è l’anno che vede l’arrivo di molte personalità romane attirate da questa montagna per la sua bellezza, ma anche per il suo «appeal» politico. È così che sorgono le ville del conte Carletti , del famoso pilota Colonnello De Bernardi, collaudatore del primo prototipo di aereo a reazione realizzato dalla soc. Caproni, dell’Avv. Cassinelli, famoso penalista, dell’Avv. Brenciaglia, dell’ing. Parboni, dell’ex re dell’Afganistan, e di altri insigni personaggi le cui ville sono tutte ubicate a valle del Savoia lungo la 4bis. Anche in località Campoforogna nascono nuovi insediamenti alla fine degli anni ’30. Sotto «Colle Scampetti» vediamo la casermetta della «Guardia Forestale», «il Governatorato», costruzione in pietra voluta da Potenziani, l’albergo «C.I.T.» di eguale fattura e la villa del principe Francesco Chigi della Rovere, cameriere segreto del Papa, capo della Congregazione dei nobili presso lo Stato Vaticano e grande amico del Terminillo. Lo stile della villa è molto simile all’architettura della stazione superiore Funivia, ambedue opere dell’ing. Tadolini, architetto di casa reale e nipote del famoso Scipione architetto e scultore anch’esso.
Parlando di villa Chigi e del suo proprietario, va fatta chiarezza su quali fossero i frequentatori ospiti del principe. C’è una falsa diceria relativa ad una presunta presenza di Mussolini. Il Duce non fu mai ospite dei Chigi. Questa asserzione è motivata soprattutto dal fatto che all’epoca il Vaticano e lo Stato fascista non andavano molto d’accordo perché i «Patti Lateranensi» erano ancora in fase di «collaudo» con segnali di reciproca diffidenza. Aproposito di Mussolini va anche detto che un certo Ing. Patter, inventore di un materiale da costruzione autarchico, provò a regalare al Duce una villetta prefabbricata ubicata dove ora sorge il complesso residenziale «il Villaggio», ma Mussolini rifiutò.
A commento di questa prima età urbanistica terminillese si può affermare che progettisti, imprenditori e proprietari, si attennero a principi costruttivi ed ambientali tesi alla salvaguardia della natura ed a una architettura sobria e insieme montanara. In particolare fu l’Ingegner Parboni proprietario di una bella villa, successivamente acquistata dal costruttore Talenti, a indicare le linee guida per uno stile architettonico montanaro personalizzato per il Ter-minillo. Infatti, i materiali da costruzione utilizzati furono prevalentemente il legno, la pietra scalpellata per gli esterni, mentre il cemento armato era imposto per le norme antisismiche attuate dopo il terremoto di Avezzano del 1915. In parte questo suggerimento fu seguito, ma purtroppo solo allora!