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La vita mondana terminillese ......... PDF Stampa E-mail
Storia

Capitolo 5 - La vita mondana terminillese .......

La vita mondana terminillese in quell’epoca felice si svolge nei due migliori alberghi Roma e Savoia dove vediamo il Savoia, frequentato dai «realisti» e il Roma, dai «fascisti». I clienti sono di alto rango, l’aristocrazia romana al Savoia e le alte gerarchie fasciste al Roma, cosa che fa nascere una rivalità accesa fra il Col. Zamboni proprietario del Savoia e il Cav. Amici del Roma. Tanto accesa fu che alla fine della guerra Zamboni denunciò la famiglia Amici che finì in campo di concentramento a Temi con l’accusa di collaborazionismo, fascismo e chi più ne ha più ne metta. Con l’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale il Terminillo diventerà, a seguito del peggioramento della situazione e dei bombardamenti, un centro per sfollati abbienti comprese le famiglie di molti gerarchi fascisti, di industriali e di aristocratici. Fra i molti ricordiamo i figli di Mafalda di Savoia, i Pavolini, i Peroni, i Ru-spoli, i Riario Sforza, i Chigi e tanti altri. Con l’armistizio dell’8 settembre le cose cominciano a peggiorare. Mussolini è prigioniero al Gran Sasso. La notizia della sua liberazione per via aerea con la «cicogna» del Col. Tedesco Skorzeny, giunge per prima al ponte radio della società Marelli situato sul M. Terminilluccio nei locali della Funivia; il successivo proclama del maresciallo Bado-glio suscita panico nei molti sfollati fascisti che poi esulteranno all’arrivo degli «Alpen-Jegher» di Hitler. In quel periodo lassù si parlava molto il tedesco perche molte famiglie altolocate affidavano i loro figli alle «schwester» teutoniche, famose come educatrici. L’occupazione ger-manica non porta al Terminillo particolari motivi di tensione o paura, infatti l’abitato viene trasformato in lazzaretto, con tanto di grandi croci rosse sui tetti, per ricevere e curare feriti e malati reduci dal mat-tatoio di monte Cassino. Nelle ultime settimane di caos, prima dell’arrivo degli alleati il principe Poten-ziani ha in mente di organizzare la resistenza sul Terminillo per accelerare la cacciata dei tedeschi e, molto ingenuamente, telefona a Fer-riani proponendo un armamento costituito da «due casse di miei fucili da caccia», Ferriani trovò la cosa tardiva e impraticabile. Fortuna volle che arrivassero gli alleati aRieti nell’estate del 1944 al comando del tenente colonnello H. S. Robinson e che una squadra di guastatori tedeschi non riuscisse, per mancanza di tempo, a far saltare buona parte del Terminillo. Come già accennato anche lassù si scatenarono le vendette ma non fecero grande danno visto che gli Alleati operarono più da pacieri che non da occupanti, fatta eccezione per la famiglia Amici alla quale requisirono l’albergo Roma per farne il comando. Ma la guerra non era ancora finita e i liberatori organizzarono una «moun-tain school» per l’addestramento delle truppe di montagna necessarie ad una eventuale resistenza tedesca sulle Alpi, cosa che poi non avvenne. Nel 1945 le truppe di montagna alleate avevano già dei veicoli cingolati da neve prodotti dalla Canadese Bombardier, antesignani degli attuali «gatti della neve».
Nel dopoguerra la vita terminil-lese riprende a trascorrere in un tranquillo torpore fino al 1949 quando, con grande pompa viene posta la prima pietra per l’erigendo tempio di S. Francesco voluto dal Parroco frate Riziero Lanfaloni e dalle di Lui fatiche. Il terreno fu donato dalla Società Funivia. Nel 1949 riprende anche la vita mondana con il matrimonio di Gina Lollobrigida e Mirko Skofic. La cerimonia fu officiata nella Chiesetta degli Alpini da Padre Riziero, con Franco Ferriani chierichetto e tutti i maestri di sci di allora schierati con un arco di trionfo fatto con gli sci.