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Gli anni ’50 rappresentano ........ PDF Stampa E-mail
Storia

Capitolo 6 - Gli anni ’50 rappresentano  ........

Gli anni ’50 rappresentano la seconda età felice per il turismo e la vitalità della stazione turistica. Attori e attrici soggiornano al Terminillo, G. Cervi, R. Vallone, M. Girotti, R. Podestà, E. Rossi Drago, B. Modugno, C. del Poggio, A.M. Ferrero, M. Vlady-Versois, E. de Filippo, T. Pica, il regista Zampa e molti altri ancora che dopo lo sci allietano le proprie serate al night «la Tavernetta» di Dino Zamboni dove suona il complesso composto da strumentisti che poi si uniranno a Peppino di Capri, come il famoso sassofonista Gabriele Varano. All’albergo Roma soggiorna spesso l’ex Re Faruk d’Egitto con il suo seguito ormai ridotto al minimo, ma il grande appartamento che fu dei Musso-lini è ora occupato dai Duchi Parodi Delfino. Alla luce di questa nuova vitalità nascono molti alberghi, il Cristallo (primo progetto ridotto), la Piccola Baita (Ing. Provenzani), La Genzianella (della Signora Lena Petroni-Amici) e l’Aurora dei Tu-rilli, proprietari dell’Hotel Plaza di Roma. Il periodo compreso fra il 1955 e il 1965 possiamo definirlo il fulcro dello sviluppo turistico. La società Funivia costruisce la seggiovia del Terminilletto che sale fino a quota 2108, le sciovie Nord, Sud, Togo, le 2 del Terminilluccio e la Fiorito. Franco Ferriani si inserisce nel carosello con le sciovie Terminilluccio Est e Colle Scampetti a Campoforo-gna e il Signor Rosselli di Roma installa una sciovia alla Sella di Leo-nessa. Anche gli alberghi, elemento principe per un turismo di qualità, crescono di numero con il Togo Palace di C. Mariozzi, il Bucaneve della veterana terminillese Vittoria Faraglia, il Tre Cime, La Malga, e il Ghiacciolo a Campoforogna. Questa atmosfera euforica che si è ormai consolidata anche economicamente, crea molte speranze per il futuro sviluppo, ma purtroppo le autostrade favoriranno le località alpine e gli estimatori del Terminillo inizieranno sempre di più a parlare di «quelli del nord». Il resto di questa storia è noto. I residences cresciuti come funghi hanno contribuito a congelare il «turn over» dei flussi turistici unitamente alla cecità di alcune amministrazioni che hanno permesso la riconversione in condomini di molti alberghi, ponendo sempre meno attenzione alle grandi potenzialità del Terminillo. La Regione Abruzzo, grazie all’azione dei propri politici, ha surclassato turisticamente le località del Lazio e le capacità imprenditoriali dei privati. Ma allora tutto sta andando male? Pare che il 2005 stia creando le aperture per una inversione di tendenza, molte cose stanno migliorando, nuovi investitori hanno fiducia in questa montagna perché lo merita per le sue bellezze naturali, per il suo clima, per un intorno pedemontano ricchissimo di storia, di cultura, di archeologia, di laghi, di terme, di prodotti, di architetture pregievoli, e di artigianato, il tutto a due passi.