Notizie dal WEB

Rieti, il vicesindaco: “Rilancio Monte Terminillo è luce dopo il disastro”
Monte Terminillo: l'intervista al vicesindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, sul progetto TSM2 per rilanciare il sito naturale
L’intervista al Vicesindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, sul progetto di rilancio del Monte Terminillo, in provincia di Rieti.
Il Monte Terminillo è una meta storica del turismo del Centro Italia e in particolar modo dei cittadini della Capitale. Eppure sta vivendo da almeno due decenni una fase di declino, con impianti da sci in disuso e presenze crollate dalle 300mila degli anni ’90 alle 100mila scarse del 2017, a seguito degli eventi sismici. In queste settimane in Regione Lazio si discute un progetto di rilancio che prevede nuovi impianti e un rilancio complessivo della montagna.

Nuova via “Covid Line”
Una piccola avventura alpinistica in Appennino al tempo della pandemia
Pino Calandrella, Giulio Longhi ed Emiliano Palla hanno aperto “Covid Line” nel gruppo del Monte Terminillo.
Pino Calandrella racconta: «Il gruppo del Monte Terminillo non è molto grande, ma è famoso nel Centro Italia per essere una ricca palestra di vie invernali, la sua favorevole posizione fa sì che si creino spesso ottime condizioni di ghiaccio, ma non è certo amato per le sue vie di roccia, poiché è spesso molto fratturata e rotta, tale da richiedere molta esperienza e abitudine per poterne apprezzare la scalata».

Una meta adatta a tutti, in totale sicurezza: il Terminillo riapre ai turisti
IL MONTE TERMINILLO riparte con le escursioni guidate e riapre ai turisti: a inaugurare la stagione, dopo la dolorosa ma necessaria chiusura imposta al settore, la montagna del gruppo appenninico dei Monti Reatini tanto amata dai romani ha organizzato un tour per giornalisti provenienti dalla Capitale, dall'Umbria e da Rieti alla scoperta delle sue bellezze mozzafiato.

Terminillo, da regina delle nevi a paradiso del trekking
Il Terminillo, cima principale del gruppo appenninico dei Monti Reatini, è stato per decenni la più frequentata stazione sciistica del Lazio, tanto da essere conosciuta per antonomasia come la “montagna di Roma”, ma da qualche tempo si sta valorizzando sempre più anche come destinazione di vacanze estive.
La “prima vita” del Terminillo nasce negli anni ’30, quando il governo fascista vi realizza un imponente progetto di valorizzazione turistica, che porta la montagna a dotarsi di moderne infrastrutture di accesso e di ricettività, così da diventare in breve un punto di riferimento per l’intera Italia centrale e in particolare per l’alta borghesia romana.
Nel dopoguerra lo sviluppo del Terminillo è proseguito, con la realizzazione di ulteriori infrastrutture e impianti di risalita per far fronte all’aumentata richiesta: infatti il boom economico di quegli anni permetteva ad ampie fasce della popolazione di concedersi le vacanze sul Terminillo, che prima erano un lusso per pochi.

Terminillo: promotori del TSM2 e ambientalisti ai ferri corti. Ma i numeri e i soldi non ci sono
La questione del Terminillo è uscita dai confini della provincia di Rieti e del Lazio. Era ora. Patrizia Gentilini, sul Fatto quotidiano, ha illustrato il progetto Terminillo Stazione Montana 2 parlando di “sperpero di denaro pubblico” e di “una devastazione inaudita”. Dante Caserta, vicepresidente del WWF, ha usato parole analoghe sul Manifesto. Perfino Reinhold Messner, nella sua rubrica sulla Gazzetta dello Sport, ha lasciato da parte l’Himalaya per parlare del Lazio. L’alpinista e imprenditore altoatesino ha scritto di “milioni di euro investiti per nuovi impianti, sacrificando ettari di bosco in zone in teoria tutelate”.