Poster & manifesti

Vendesi locandina/poster

- stampa riproduzione del poster Sciatore al Terminillo -

ADVERTISING WINTER SPORT POSTER - SCIATORE AL TERMINILLO
tratto da una stampa di proprietà.
Author: Piffero
Year: 1942
Dimensions: (cm) 42x30 (su cartoncino "carta patinata di 250 gr")

Color: inchiostro cerato (resistente all'acqua e ai raggi UV)
Quality: A-

Cost: 12 euro + spedizione ed imballaggio 10 euro

Per un taglio più grande circa 70x100 (non in cartoncino) il costo è 25 euro più 10 euro di spese imballaggio e spedizione.

Sciatore "Piffero"

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Piffero, Luigi


Data di Nascita: Milano, 1907
Data di Morte: Sant`Agata di Cannobio, 1978
Formatosi artisticamente a Milano, studia alla Scuola degli Artefici presso l`Accademia di Brera, poi alla scuola Umanitaria e alla Scuola Professionale d`Arte Sacra. Successivamente frequenta i corsi presso la Scuola Superiore d`Arte Applicata all`Industria Artistica e al Liceo Artistico dell`Accademia di Brera.
Dal 1931 al 1937 insegna decorazione alla Scuola Superiore d`Arte Applicata all`Industria Artistica, annessa al Museo Artistico del Castello Sforzesco di Milano.

Dal 1933 al 1943 partecipa a mostre nazionali ed internazionali:
V e VI Triennale di Milano
VI e VII Mostra del Sindacato interprovinciale Belle Arti di Milano.
II Mostra Nazionale Belle Arti di Napoli.
VII, VIII, IX, X Mostra Nazionale Belle Arti del Lazio.
III Mostra Nazionale Belle Arti di Milano.
III Premio Cremona (Hannover).

Nel 1937 si trasferisce a Roma dove svolge fino al 1943 le funzioni di ”art director” dell`Ente Nazionale per il Turismo (ENIT), e alterna l`attività pittorica con quella di grafico pubblicitario con la realizzazione di manifesti turistici e copertine di riviste.
Nelle attività grafico-pittoriche per il turismo sviluppa in seguito la sua attività come libero professionista di curatore di edizioni d`arte presso molte case editrici.
Nel 1961-62 scoperta e restauro dell`abside della chiesa di Cinzago (Sant`Agata).
Dal 1962 al 1969 è il grafico di una prestigiosa stagione della rivista ”Capitolium”, nella quale profonde congiuntamente gusto tipografico editoriale e passione per il paesaggio e per i monumenti romani.
Dal 1967 è accademico tiberino.
Dal 1969 al 1972 realizza la ”Pianta monumentale di Roma” (Ed. Ravaglioli).
Nel 1978 muore a Sant`Agata di Cannobio.

 

Vendesi locandina/poster 30 X 42 cm

- stampa riproduzione del poster "Amatori del Terminillo" -

ADVERTISING WINTER SPORT POSTER - AMATORI DEL TERMINILLO
tratto da una manifesto del TERMINILLO.
Author: sconosciuto
Year: anni quaranta
Dimensions: (cm) 42x30 (su cartoncino "carta patinata di 250 gr")

Color: inchiostro cerato (resistente all'acqua e ai raggi UV)
Quality: B-

Cost: 12 euro + spedizione ed imballaggio 10 euro

 

 

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Vendesi locandina/poster 30 X 42 cm

- stampa riproduzione del poster "Sciatore al Terminillo" -

ADVERTISING WINTER SPORT POSTER - SCIATORE AL TERMINILLO
tratto da una brochures del TERMINILLO 1938 di Canestrari concessa per la riproduzione da R. Marinelli (privato).
Author: C. CANESTRARI
Year: 1938
Dimensions: (cm) 42x30 (su cartoncino "carta patinata di 250 gr")

Color: inchiostro cerato (resistente all'acqua e ai raggi UV)
Quality: B-

Cost: 12 euro + spedizione ed imballaggio 10 euro

 

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CANESTRARI, CARLO detto “Carlino” 1922-1988

« Uomo, amico e artista; così si è detto e scritto di lui! »

31/07/1922. Nasce da quel grumo di case arroccate sulla acropoli che ha nome Sassoferrato: tra il Monte Catria e le Grotte di Frasassi, tra il Sentino e il Marena. Anticamente detta Sentinum, assediata da Ottaviano, distrutta da Desiderio, la rocca in cima, il borgo in basso, passò per dominazioni degli Este e dei Malatesta. Patria dell’Agabiti architetto e del Salvi pittore. Il Canestrari trascorse lì i suoi anni giovanili dedicandosi alla pittura in una prima fase, quindi al teatro e infine alla scultura, passione questa che lo accompagnerà per tutta la sua vita.

1936 – 1937. Vince gli Agonali Regionali dell’Arte, manifestazione tra il giovanilistico e il promozionale del regime del Ventennio.

1947 – 1948. Si trasferisce a Roma; la Roma che è anche di Mannucci e Fazzini e di tutta la corrente dei marchigiani che non scelgono Milano, bensì la romantica, artistica, accogliente e vitalissima Roma, come appunto Mannucci, Fazzini, Cagli, Uncini, Ligi, Cucchi fino ai giovani D’Addario, Giusepponi, Bartolini e D’Arcevia. Così Canestrari, aiuto di Pericle Fazzini, inevitabilmente assorbe alcune costanti dell’arte del maestro, ma esprime la sua indipendenza con più dolore e una plasticità del tutto personale.

1955. è invitato alla Quadriennale di Roma, espone 3 opere “Ritratto dell’Arch. Castello” in terracotta, “Caduta da cavallo” in bronzo e “Donna spiata “ in terracotta.

1956. Partecipa alla Biennale di Venezia con due opere “Deposizione” in gesso patinato e “Nudino di ragazzo” in terracotta.

1959. Ritorna alla Quadriennale con 3 opere: “Pietà”, “Torso” e “Crocefisso”. è in questo periodo che Canestrari incontra Don Mario Gargiuli, parroco di quella meravigliosa chiesa di Santa Maria Nuova in Viterbo. Si tratterà di un incontro tra affinità elettive, continuato negli anni e nella pratica pastorale da Don Angelo Gargiuli. Negli anni Sessanta, proprio qui, in questo tempio sacro, si concretizzerà la progettazione e la collocazione di tre sue grandi opere: “Ultima Cena” balaustra in bronzo che misura quattro metri di lunghezza, e il “Crocefisso”, sempre in bronzo (1983), che si inserisce magistralmente nel presbiterio e nell’abside di quel monumento romanico di rara bellezza che è la chiesa di Santa Maria. La terza opera è la “Pietà”, cippo scolpito in memoria di sua madre e collocato a fianco del SS. Salvatore, sotto al quale riposano le sue ceneri.

1968. è invitato al Simposium Internazionale di Scultura di Lindabrunn (Austria).

1978. è invitato dalla Galleria Yesu-Garo per due mostre personali a Tokio e Osaka.

Molte sono le opere via via eseguite, anche a carattere monumentale, che si trovano in Italia ed in diversi paesi stranieri, fra i quali: Portland (Usa), Collezione Woodbridge di New York, Creative Gallery di Filadelfia, Museo all’aperto di scultura di Lindabrunn (Austria), Galleria d’Arte Moderna di Roma,, Museo di Alatri, Galleria “Pro-Civitate Cristiana” di Assisi, Chiesa di Santa Maria in Valleverde di Celano, Basilica del Colle di Pescocostanzo (L’Aquila); opera quest'ultima di grande rilievo, consistente in una porta interna in bronzo con pannelli ispirati alla morte, alla gioia e al dolore. Per tale opera Canestrari dichiarò a P. Scarpitti sul mensile “Abruzzo”:

“I soggetti preferiti della mia scultura sono quelli cristiani. Mi sento cristiano e sono i temi che maggiormente affronto più per me che per le chiese”.

Note bibliografiche e suoi lavori sono riportate nelle più importanti pubblicazioni d’arte.

Nelle molteplici recensioni delle sue manifestazioni artistiche lo hanno giustamente descritto nei suoi tratti esteriori e nelle sue caratteristiche: “...l’aspetto esteriore del Canestrari uomo è più che mai indicativo della sua vita interiore. Egli è d’animo audacemente schietto, valido a sopportare e superare ogni rischio della sorte, incapace di nascondere il vero, assennato nel giudizio, efficace e rapido nell’eloquio, sano nel costume; spirito solitario e schivo e tuttavia amico degli uomini d’ogni condizione sociale. Nel volto egli reca l’impronta dei rudi e solcati lineamenti di certi memorabili della Rinascenza. Lo sguardo sereno traspare severamente luminoso dagli occhi celesti. La sua statura è media, alquanto chinata, agile nei modi; incede a passi or veloci ora lenti; di folti grigi capelli coperta la testa, ispida la barba, baritonale la voce, raro il sorriso sul volto di colorito sanguigno. Nell’uomo vive intensamente l’artista, degno di altra epoca e migliore.”

Vittorio Toni

Vendesi locandina/poster 30 X 42 cm

- stampa riproduzione del poster "Funivia al Terminillo" -

ADVERTISING WINTER SPORT POSTER - FUNIVIA AL TERMINILLO
tratto da una brochures del TERMINILLO 1938 di Canestrari concessa per la riproduzione da R. Marinelli (privato).
Author: C. CANESTRARI
Year: 1938
Dimensions: (cm) 42x30 (su cartoncino "carta patinata di 250 gr")

Color: inchiostro cerato (resistente all'acqua e ai raggi UV)
Quality: B-

Cost: 12 euro + spedizione ed imballaggio 10 euro

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CANESTRARI, CARLO detto “Carlino” 1922-1988

« Uomo, amico e artista; così si è detto e scritto di lui! »

31/07/1922. Nasce da quel grumo di case arroccate sulla acropoli che ha nome Sassoferrato: tra il Monte Catria e le Grotte di Frasassi, tra il Sentino e il Marena. Anticamente detta Sentinum, assediata da Ottaviano, distrutta da Desiderio, la rocca in cima, il borgo in basso, passò per dominazioni degli Este e dei Malatesta. Patria dell’Agabiti architetto e del Salvi pittore. Il Canestrari trascorse lì i suoi anni giovanili dedicandosi alla pittura in una prima fase, quindi al teatro e infine alla scultura, passione questa che lo accompagnerà per tutta la sua vita.

1936 – 1937. Vince gli Agonali Regionali dell’Arte, manifestazione tra il giovanilistico e il promozionale del regime del Ventennio.

1947 – 1948. Si trasferisce a Roma; la Roma che è anche di Mannucci e Fazzini e di tutta la corrente dei marchigiani che non scelgono Milano, bensì la romantica, artistica, accogliente e vitalissima Roma, come appunto Mannucci, Fazzini, Cagli, Uncini, Ligi, Cucchi fino ai giovani D’Addario, Giusepponi, Bartolini e D’Arcevia. Così Canestrari, aiuto di Pericle Fazzini, inevitabilmente assorbe alcune costanti dell’arte del maestro, ma esprime la sua indipendenza con più dolore e una plasticità del tutto personale.

1955. è invitato alla Quadriennale di Roma, espone 3 opere “Ritratto dell’Arch. Castello” in terracotta, “Caduta da cavallo” in bronzo e “Donna spiata “ in terracotta.

1956. Partecipa alla Biennale di Venezia con due opere “Deposizione” in gesso patinato e “Nudino di ragazzo” in terracotta.

1959. Ritorna alla Quadriennale con 3 opere: “Pietà”, “Torso” e “Crocefisso”. è in questo periodo che Canestrari incontra Don Mario Gargiuli, parroco di quella meravigliosa chiesa di Santa Maria Nuova in Viterbo. Si tratterà di un incontro tra affinità elettive, continuato negli anni e nella pratica pastorale da Don Angelo Gargiuli. Negli anni Sessanta, proprio qui, in questo tempio sacro, si concretizzerà la progettazione e la collocazione di tre sue grandi opere: “Ultima Cena” balaustra in bronzo che misura quattro metri di lunghezza, e il “Crocefisso”, sempre in bronzo (1983), che si inserisce magistralmente nel presbiterio e nell’abside di quel monumento romanico di rara bellezza che è la chiesa di Santa Maria. La terza opera è la “Pietà”, cippo scolpito in memoria di sua madre e collocato a fianco del SS. Salvatore, sotto al quale riposano le sue ceneri.

1968. è invitato al Simposium Internazionale di Scultura di Lindabrunn (Austria).

1978. è invitato dalla Galleria Yesu-Garo per due mostre personali a Tokio e Osaka.

Molte sono le opere via via eseguite, anche a carattere monumentale, che si trovano in Italia ed in diversi paesi stranieri, fra i quali: Portland (Usa), Collezione Woodbridge di New York, Creative Gallery di Filadelfia, Museo all’aperto di scultura di Lindabrunn (Austria), Galleria d’Arte Moderna di Roma,, Museo di Alatri, Galleria “Pro-Civitate Cristiana” di Assisi, Chiesa di Santa Maria in Valleverde di Celano, Basilica del Colle di Pescocostanzo (L’Aquila); opera quest'ultima di grande rilievo, consistente in una porta interna in bronzo con pannelli ispirati alla morte, alla gioia e al dolore. Per tale opera Canestrari dichiarò a P. Scarpitti sul mensile “Abruzzo”:

“I soggetti preferiti della mia scultura sono quelli cristiani. Mi sento cristiano e sono i temi che maggiormente affronto più per me che per le chiese”.

Note bibliografiche e suoi lavori sono riportate nelle più importanti pubblicazioni d’arte.

Nelle molteplici recensioni delle sue manifestazioni artistiche lo hanno giustamente descritto nei suoi tratti esteriori e nelle sue caratteristiche: “...l’aspetto esteriore del Canestrari uomo è più che mai indicativo della sua vita interiore. Egli è d’animo audacemente schietto, valido a sopportare e superare ogni rischio della sorte, incapace di nascondere il vero, assennato nel giudizio, efficace e rapido nell’eloquio, sano nel costume; spirito solitario e schivo e tuttavia amico degli uomini d’ogni condizione sociale. Nel volto egli reca l’impronta dei rudi e solcati lineamenti di certi memorabili della Rinascenza. Lo sguardo sereno traspare severamente luminoso dagli occhi celesti. La sua statura è media, alquanto chinata, agile nei modi; incede a passi or veloci ora lenti; di folti grigi capelli coperta la testa, ispida la barba, baritonale la voce, raro il sorriso sul volto di colorito sanguigno. Nell’uomo vive intensamente l’artista, degno di altra epoca e migliore.”

Vittorio Toni

Vendesi locandina/poster 30 X 42 cm

- stampa riproduzione del poster "Sciatrice al Terminillo" -

ADVERTISING WINTER SPORT POSTER - SCIATRICE AL TERMINILLO
tratto da un bozzetto TERMINILLO 70x100 di Riccobaldi che è possibile trovare presso l'Archivio Storico della Pubblicità - Piazza del Principe, 4, 16126 Genova tel. 010 275 8934
Author: RICCOBALDI
Year: 1940
Dimensions: (cm) 42x30 (su cartoncino "carta patinata di 250 gr")

Color: inchiostro cerato (resistente all'acqua e ai raggi UV)
Quality: A-

Cost: 12 euro + spedizione ed imballaggio 10 euro

Per un taglio più grande circa 70x100 (non in cartoncino) il costo è 25 euro più 10 euro di spese imballaggio e spedizione.

Terminillo "Ricco"

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Giuseppe Riccobaldi del Bava

Giuseppe Riccobaldi del Bava nasce a Firenze il 4 luglio 1887.
Nel 1901 dopo la morte del padre si trasferisce a Genova e, con il fratello, dà vita ad un teatro dei burattini, scoprendo il suo interesse per la scenografia. Nel 1903 si iscrive all'Accademia Ligustica di Belle Arti dove frequenta i corsi di disegno. Entra in stretta amicizia con Roberto Melli da cui prende lezioni di pittura. 

Nel 1908 si trasferisce a Milano dove entra come aiuto nello studio di Odoardo Antonio Rovescalli, uno dei più importanti scenografi del tempo. Nel 1913 Rovescalli gli affida la progettazione della scena del terzo atto dell'opera "Parisina" per la Scala di Milano.

Sempre nel '13 inizia l'attività di illustratore di libri, con l'opera di Darville "Colpo Fatale", e collabora con "La Cultura Moderna - Natura ed Arte", rassegna quindicinale di scienze lettere ed arti, pubblicata a Milano dall'editore Antonio Vallardi. Nel 1915 il Direttore della Compagnia Stabile del Teatro Manzoni gli affida l'incarico per la scenografia di una ripresa de "La figlia di Jorio" di G. D'Annunzio.

Dal 1916 inizia la sua attività di illustratore per "Il Corriere dei Piccoli", attività che continuerà fino al 1927; per le Edizioni Treves, Bemporad, Marzocco ed altre.

Tra il 1919 e il '20 viene chiamato dall' "Ambrosio Film" di Torino, per il quale esegue numeroso materiale pubblicitario.
In questo periodo collabora come illustratore ai quindicinali "La vita cinematografica" e la "Cinematografia italiana e estera" pubblicati a Torino. Nel 1921 riceve numerose richieste di collaborazione da case cinematografiche e di noleggio. Si trasferisce nella capitale dove ritrova l'amico Melli ed entra in rapporto con numerosi artisti dell'ambiente romano e con "Valori Plastici". Tra il 1925 e il 1926 viene assunto da una delle più importanti case di produzione americane presenti in Italia, la First National Film.

Nella seconda metà degli anni Venti, Riccobaldi oltre a continuare a produrre importanti manifesti cinematografici come quello per "Metropolis" di Fritz Lang e "Frate Francesco" di Giulio Antamoro, entrambi nel '27, estende la sua attività a cartelli di carattere industriale e turistico, stampati dalla Barabino & Graeve di Genova, tra i quali "Lloyd Sabaudo - I gloriosi quattro Conti", 1927; "Lenci Torino", 1928; "Circuito di Alessandria-Campionato Automobilistico Nazionale-Fiera di San Giorgio", 1928; "Il Salone Internazionale dell'Automobile in Italia-Roma", 1929; "I° Mostra del giocattolo italiano", 1929; "Lloyd Triestino M/S Victoria", 1930; "Motori e trasformatori Ansaldo", 1931; "3° Concorso Motonautico, Venezia", 1931; "Giugno Genovese", 1933; "Usate il telefono", 1934; "Littorina FIAT", 1934; "Martini Elixir China", 1935; "VI Mostra Mercato dell'Artigianato-Firenze", 1936, ed altri.

Esegue per la FIAT i manifesti per le campagne di promozione della "FIAT 1500" del 1935, "FIAT 500", del 1936; "Auto FIAT", 1936; "FIAT - La nuova Balilla", 1937.

Nel 1936 partecipa con i maggiori cartellonisti dell'epoca alla "I° Mostra Nazionale del Cartellone e della Grafica Pubblicitaria" allestita nel Palazzo delle Esposizioni di Roma. Viene ingaggiato in esclusiva, tra il 1936 e il '39, dall'IGAP, insieme a M. Dudovich, M. Pozzati e L. Martinati. Da tale committenza nascono i manifesti: "Biennale di Venezia - V Esposizione d'Arte Cinematografica" del 1938; "XXI Biennale Internazionale d'Arte", 1938; "Venezia - Festival Internazionale di Musica Contemporanea", 1939.

Viene incaricato dalla Barabino & Graeve, negli anni tra il 1939 e il '45, di studiare varie campagne pubblicitarie, per cui si trasferisce nuovamente a Genova. Frutto di questo periodo sono i manifesti: "Pola - Stagione Lirica", 1940; "Terminillo", 1940; "Estate nel Trentino" del 1941; "Mentone-Ponte San Luigi", 1942.

Nel dopoguerra si dedica maggiormente all'attività di illustratore. La produzione di manifesti di questo periodo é unicamente legata alla valorizzazione turistica: "Pallanza - Lago Maggiore", 1947; "Repubblica di San Marino", 1948; "Lago di Garda - Terme di Sirmione", 1949; "Terme Levico - Trentino", 1950. Tra il 1952 e il 1960 viene ingaggiato dalla Sigla-Effe nuova industria grafica sorta a Genova in quegli anni.

Di rilievo, in questi anni, l'attività di illustratore di opere come: "Le Fiabe" di Grimm, Milano, Edizioni Genio 1945; "Le più belle fiabe di Perrault", Firenze 1950; "Pinocchio", Firenze, Edizioni Salani, 1956; "La guerra dei mondi", La Scala d'oro, 1958; "Fiabe d'Oriente", Genova, Edizioni Sigla-Effe, 1959.
Firma tra gli ultimi manifesti: "Vicenza città del Palladio", 1951; "Ferrara", 1952; "Mostra del Mobile di Pesaro", 1956.

Muore a Genova il 21 aprile 1976.