Terminillo, da Roma soffiano venti di gelo Stampa
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Mercoledì 23 Febbraio 2011 15:45

La Provincia ora teme per il suo “Supersky” e Melilli scrive al senatore Cicolani per salvare il salvabile
Terminillo, da Roma soffiano venti di gelo
Palazzo Chigi benedice il progetto di Campo Felice, Ovindoli e Campo Imperatore
Brinda, L’Aquila, alla firma del protocollo d’intesa benedetto da Palazzo Chigi e dal Cnel per il collegamento “sci ai piedi” di Campo Felice e Ovindoli e l’iniezione milionaria di contributi che consentirà inoltre il raddoppio delle piste di Campo Imperatore (dagli attuali 33 chilometri ai 63 grazie a tre nuovi impianti). Un progetto che dovrebbe fruttare negli anni 200 milioni di euro e creare 2mila nuovi posti di lavoro e che visto da Rieti mette i brividi. Il presidente della Provincia Fabio Melilli si butta avanti, scrivendo al senatore Angelo Cicolani che almeno non vadano in fumo i fatidici 20 milioni di euro assegnati dalla Regione su scala triennale sin dal 2009 per quel “Terminillo supersky” del quale però non si indovina né il capo né la coda. Dentro quel piano, faticosamente condiviso almeno con i principali Comuni montani interessati (Leonessa e Cantalice in testa), c’è anche lo “scavalco” tra il versante reatino e quello leonessano del Terminillo, scavalco per il quale l’orologio va spostato indietro di qualcosa come 22 anni. Correva l’anno 1989 quando la V Comunità montana (allora presieduta dal comunista Roberto Giocondi) dette incarico ad un pool di tecnici di progettare un collegamento a fune tra i due versanti per implementare l’offerta sciistica del comprensorio. Dieci anni dopo, la legge regionale 34 del 1998, nota come legge del Giocondi di cui sopra, finanziò prima il progetto esecutivo dello scavalco (200 milioni di lire) e poi una piccola parte dei lavori, mezzo miliardo di lire sui circa 7 necessari per un’opera che in seggiovia con guscio antivento collegava il rifugio La Fossa con un segmento della Rubbio scavalcando il crinale a Selletta di Leonessa.
Quel progetto è poi finito nel più ambizioso piano di intervento sul Terminillo pilotato all’inizio dallo stesso Giocondi per diventare prima funivia poi, forse, collegamento in galleria. Sulla carta, però, perché altro di deciso, condiviso e approvato non c’è. Facile che, con l’aria che tira in Regione - più gelida, se possibile, di quella sulla cresta della montagna - un colpo di mano azzeri anche i 20 milioni formalmente apposti per il rilancio del Terminillo. Ma di chi sarà la responsabilità?
di ALESSANDRA LANCIA