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Terminillo: tutti i volti della montagna dei romani
Piste da discesa. Ma anche racchette e alpinismo. I nostri consigli
Basta salire al Gianicolo in una bella giornata d’inverno. Oltre le cupole e i palazzi di Roma compaiono le vette innevate dell’Appennino. Verso sud le cime dei Simbruini e degli Ernici, affacciate sulla Ciociaria. Tra l’Altare della Patria e il Quirinale si vede il triangolo bianco del Velino, la terza montagna d’Abruzzo. A nord, oltre il Palazzo di Giustizia, compare il Terminillo, la «montagna di Roma», che si affaccia sulla Sabina e Rieti.
Descritta con passione nell’Ottocento da Ferdinand Gregorovius, studioso tedesco innamorato del Lazio, la montagna è stata salita d’inverno nel 1881. Enrico Abbate, segretario della sezione di Roma del CAI, descrisse una cima «imponente e con creste scoscese», capace di ricordare le emozioni di «una difficile salita alpina».

Da allora, molta neve è caduta sui monti del Lazio. Nel 1933, per volere di Benito Mussolini, sul Terminillo è stata costruita una strada, seguita da alberghi e dalla prima funivia. Negli anni Cinquanta sono saliti qui a sciare personaggi del cinema come Gina Lollobrigida e Vittorio Gassman. E migliaia di romani, di reatini, di umbri si sono accostati per la prima volta alla neve.
Oggi, quando lo scirocco del Tirreno lo consente, le ripide piste tracciate sul versante meridionale del Terminillo, verso Pian de’ Valli e Campoforogna offrono ancora delle magnifiche discese. Sul versante opposto, la strada che raggiunge il rifugio Angelo Sebastiani, della sezione di Rieti del CAI, consente di scoprire un altro volto della montagna.
Chi cerca una breve passeggiata può percorrere a piedi la strada fino al rifugio, dov’è anche possibile pernottare. Con le racchette da neve si può salire alla Sella di Leonessa, straordinario belvedere, o scendere nei boschi ai piedi del Monte Elefante.
Gli alpinisti con corda, piccozza e ramponi possono salire alla vetta del Terminillo, 2216 metri, per il Canalone centrale e la classica via Chiaretti-Pietrostefani, o affrontare dei canali via via più ripidi. Cordate esperte hanno a disposizione arrampicate impegnative su neve, ghiaccio e misto. Dalle cime più alte il panorama include il Gran Sasso e i Sibillini, ma anche i Monti della Tolfa, il Cupolone e il Tirreno.
Chi preferisce lo sci-alpinismo può traversare verso la Vallonina e Leonessa, salire alla Sella del Cavallo, scendere con cautela per il Canalone Centrale, riservato a sciatori provetti.
Alla base della montagna Maurizio Sola, l’alpinista abruzzese che gestisce da molti anni il rifugio, offre a turisti, escursionisti e sciatori fettuccine, carne alla brace e minestre. Ed è in grado di dare suggerimenti su dove andare, a seconda delle condizioni della montagna, ai neofiti come agli alpinisti più esperti.
di Stefano Ardito