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Terminillo, Lollobrigida: «Ora la legge sulla montagna non si areni»
L’ex assessore alla Mobilità: «Sarà il mio primo atto se sarò rieletto»
«La Legge sulla Montagna non deve morire con la fine del mio mandato da assessore. Il risultato ottenuto con i 20 milioni ai comuni del comprensorio del Terminillo può essere solo l’inizio di un rilancio reale del settore, nel reatino e nel resto del Lazio». È quanto ha affermato l’ex assessore regionale alla Mobilità, Francesco Lollobrigida, intervenendo questa mattina in diretta a Radio Mondo Centro Italia.
«La delibera, messa a punto dal mio assessorato – ha spiegato Lollobrigida - era pronta già dal 5 settembre, quando venne concluso l’accordo con i Comuni e con la Provincia di Rieti. Non si tratta di interventi a pioggia, ma di un finanziamento strategico in un settore determinante che in questi decenni ha visto calare vertiginosamente il proprio indotto». Perché ci sia un reale seguito, tuttavia, secondo l’ex assessore «è necessario proseguire su questa strada. Mi interesserò personalmente che nel programma del centrodestra nel Lazio ci sia un dettagliato programma di sviluppo per il settore e, se verrò rieletto in Consiglio regionale, uno dei miei primi atti sarà quello di riproporre la Legge sulla Montagna, strumento indispensabile per organizzare una crescita omogenea e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che della sicurezza. Il contrario di quanto fece la Giunta Marrazzo, che attraverso la sua ala ambientalista più radicale determinò un colpevole stand-by”».
«Il nostro modello – ha concluso Lollobrigida – in questo senso è l’Abruzzo, che ha saputo puntare in maniera forte e decisa sul settore, anche attraendo investimenti privati. Lo sviluppo del turismo montano rappresenta anche una strada decisiva per evitare lo spopolamento dei piccoli comuni: il turismo porta benessere, il benessere porta sviluppo, lavoro e servizi».