 «Adesso Melilli deve dimettersi»
Tradite le aspettative degli operatori turistici del Terminillo, di Leonessa e Cittareale
La Regione boccia la realizzazione di impianti sciistici: insorgono i sindaci contro il presidente della Provincia
La Regione Lazio abroga la norma che consente la realizzazione di nuovi impianti sciistici e il centro-destra reatino "insorge" chiedendo le dimissioni del presidente Melilli. Le nuove misure del centro-sinistra, di fatto, cancellano le aperture siglate dall'ex Giunta Storace e «tradiscono» le aspettative degli operatori turistici del Terminillo, di Leonessa e di Cittareale.
L'abrogazione è avvenuta con un emendamento della finanziaria della legge regionale. I primi a rendersi conto del "siluramento" sono stati il sindaco Rauco di Leonessa e il consigliere provinciale Trancassini. Ieri si sono uniti al coro i giovani di "Liberamente Rieti", Gianni Turina dell'Udc, il Gruppo consiliare di Forza Italia in Provincia e il presidente di An Chicco Costini. Oggi è tornato sull'argomento il consigliere Trancassini. «Il silenzio assordante dell'Amministrazione Provinciale vuol dire complicità in questa incredibile scelta della Regione di Marrazzo - ha scritto Trancassini - e allora un presidente Melilli che vede il suo territorio umiliato e non muove un dito deve solo dimettersi. Il centro-sinistra non solo non rappresenta questo territorio ma addirittura lo penalizza e allora si torni alle urne». Rincara la dose la federazione provicniale di An. «La politica di Marrazzo penalizza pesantemente la nostra provincia - dicee Costini - Prima ci ha cancellato l'assessore regionale promesso; poi ha continuato a promettere, e a non mantenere, sul Cotral e sulle politiche sanitarie, ora l'arrogante cancellazione dei nuovi impianti sciistici. Un anno e mezzo fa, in campagna elettorale, era stato infatti lo stesso governatore ad assicurare che i progetti per le nuove piste sarebbero stati mantenuti, proprio per assicurare il rilancio dello sviluppo della montagna reatina. La legge che era stata promulgata dalla giunta Storace avrebbe permesso la costruzione di nuove piste, soprattutto sul versante nord del Terminillo, permettendo tra l'altro l'utilizzo di un investimento privato di circa 60 milioni di euro, dando nuovo impulso al turismo invernale, permettendo l'ammodernamento di una stazione sciistica ferma agli anni 50 e facendo occupazione. L'apertura di nuove piste - ha aggiunto Costini - doveva prevedere il taglio di alcuni alberi, ma la legge, come d'altra parte in tutte le regioni d'Italia, prevedeva la ripiantumazione in altro sito di un numero di piante doppio rispetto a quelle tagliate. Questa legge era uguale a quelle presenti in Trentino, Abruzzo, Valle D'Aosta».
di PAOLO DI LORENZO
domenica 4 giugno 2006 |