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Rassegna Stampa : Terminillo diventa ’elettorale’
Martedì, 27 Giugno 2006 - 20:57 - 1402 Letture
Nuovo Rieti Oggi
Si scalda il clima intorno ad un argomento molto sentito dagli abitanti del territorio
Terminillo diventa ’elettorale’
Inizia il botta e risposta tra Melilli e Trancassini . In ballo la paternità di un progetto difficile da realizzare

RIETI - Rilancio del Terminillo, una definizione che può contenere molte sfumature e per questo non è immune dalla polemica politica. Se non era bastata quella sull’abolizione della legge 24, e il conseguente ripristino di vincoli paesistici severissimi sulla montagna, ora a complicare il suo futuro ci si mette la delibera di giunta provinciale di venerdi scorso. Con essa viene riproposto riveduto e corretto - ma secondo il Presidente della Provincia Melilli è tutt’altra cosa - il piano di Paolo Trancassini, consigliere provinciale di An ma soprattutto ex sindaco di Leonessa. Un’iniziativa che era apparsa morta dopo il ripristino da parte della Regione dei paletti ambientali andati in deroga con la legge 24. Ma morta a quanto pare, non lo è proprio. Ora, infatti, di portare nuovi impianti sciistici sulla montagna romana se lo è messo in testa il presidente della Provincia Fabio Melilli. 

E a Trancassini, a riguardo, ci sono parecchie cosette che non vanno giù. «Non mi riferisco al fatto che mi sia stata scippata l’idea - spiega l’ex sindaco di Leonessa - e del resto io stesso avevo proposto a Melilli di portarla avanti ma ciò che mi ha disturbato è stato il comportamento di quest’ultimo dopo la decisione della Regione ». Il ’rimprovero’ di Trancassini, in sostanza, al Presidente consiste nella mancata presa di posizione da parte sua quando si è trattato di difendere lo sviluppo del territorio nei confronti dei divieti ripristinati dalla Regione «e questo non è accaduto». «Ora è troppo tardi - sottolinea Trancassini - perché i vincoli ambientali ci sono e sarà impossibile ottenere una deroga». Una situazione di fatto che nelle parole dell’aennino ex sindaco di Leonessa si traduce in uncommento molto caustico per il numero Uno di PalazzoD’Oltre Velino. «E’ solo propaganda elettorale - dice - prima delle amministrative.
Una pubblicità - aggiunge - che sfrutta il malcontento dei reatini per il degrado del Terminillo». Da parte sua Melilli non è affatto disposto ad accettare in silenzio le accuse del consigliere di opposizione. Ammette di aver comunque preso in considerazione l’ipotesi di project financing da lui avanzata attraverso la ’Isic Spa’, una società di professionisti che operano ottenendo finanziamenti su progetti già autorizzzati. E per quello di Terminillo la Bnl avrebbe già approvato il piano. Ma da qui ad assumersi la paternità del tutto, secondo Melilli, ce ne vuole. «Trancassini avrebbe voluto rivoluzionare la montagna sul versante di Leonessa - spiega - mentre invece il piano cui siamo pervenuti integra le esigenze di tutti i comuni interessati e la salvaguardia ambientale.
Il piano finanziario che ne è derivato - aggiunge - ora è credibile ma soprattutto prevede una visione complessiva del territorio, al contrario di quello ideato da lui che aveva al centro la sola Leonessa, e comportava un danno ambientale sicuramente minore». Come che sia, di certo, ogni idea di potenziare delle piste anacronistiche di cui i cittadini reatini si dichiarano ogni stagione insoddisfatti troverà degli ostacoli. La ’tigre’, dunque, va cavalcata comunque e questo è il momento buono, visto che c’è in ballo la campagna elettorale. Dal punto di vista politico, « Una visione complessiva che non considera solo la ’sua’ Leonessa » Il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli politico, la maggioranza di Melilli a livello locale ha già manifestato scollamenti perché Prc e Verdi sono nettamente contrari al tipo di fruibilità turistica proposta dal progetto varato dalla giunta. E anche se esso prevede il rimboschimento per 500 ettari di territorio, è pur vero che il Sic della Vallonina rappresenta un ostacolo fortissimo con la sua impossibilità di anche solo ’toccare’ un albero. «Siamo consapevoli - ammette ancora Melilli - che per poter procedere sarà necessario un approfondito dibattito politico in Regione ma noi contiamo molto sul fatto che con questo piano abbiamo dato un segnale politico importante di cui non si potrà non considerare la visione che mette insieme la necessità di fare qualcosa per far rinascere il turismo su questa montagna e non far morire le sue peculiarità ambientali».
Gloria Zarletti

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