 Impianti sciistici, il sindaco alza la voce: «Tradimento»
Il presidente Marrazzo sta «tradendo» la promessa fatta ai leonessani.
Dopo l’impegno solenne a Roma di risolvere il "blocco” delle nuove piste da sci sul versante nord del Terminillo nulla è più successo. E ora gli investitori rischiano di fuggire davanti a tanta incertezza amministrativa e politica. «Siamo davvero amareggiati per il comportamento della Regione Lazio – ha osservato il sindaco di Leonessa Alfredo Rauco – Marrazzo si era preso l’impegno di sbloccare, attraverso un tavolo tecnico, tutti gli impedimenti frapposti da Verdi e comunisti al nostro ambizioso progetto di dotare la montagna di moderni impianti di risalita e invece siamo al solito assordante silenzio. Ben tre riunioni sono saltate e gli investimenti sono fermi al palo. La cosa più grave è che in questa stagione così avara di neve, se ci fossero state le piste sul nostro versante si sarebbe sciato già dall’8 dicembre.
Per ora non vogliamo scomodare nuovamente tutti i leonessani a scendere a Roma per protestare; sarà una delegazione della nostra Giunta che stazionerà nel piazzale antistante i suoi uffici in attesa di un incontro operativo con la sua persona e i suoi collaboratori». Naturalmente, sarà della partita anche il consigliere provinciale Paolo Trancassini. «Da una parte parlano di sviluppo del turismo e della montagna e dall'altra mortificano le nostre famiglie, cedendo ai ricatti della cultura del No di Verdi, comunisti e post-comunisti». Ma riepiloghiamo sul «che cosa» è successo. Nonostante i proclami fatti poco più di un anno fa in campagna elettorale, la Giunta rosso-verde della Pisana ha votato investimenti solo per il litorale romano e ha bloccato qualsiaisi progetto da realizzarsi in montagna, attraverso l'abrogazione di una legge fatta dall'Udc Ciocchetti e dall'ex presidente Storace circa l'ampliamento e la modernizzazione dei bacini sciistici. Insomma niente piste nuove, niente cabinovie, niente ammodernamenti, nonostante la proposta dei leonessani parli di riposizionamento di due alberi per ogni eventuale albero abbattuto. Cosa recitava la legge approvata dal centro destra regionale? «Testualmente recitava - ha precisato Costini - Qualora lo sviluppo delle attività sportive comporti la necessità di razionalizzare o integrare bacini sciistici intercomunali si fa ricorso ai programmi di intervento previsti dall'art. 31 bis, anche in deroga a quanto disposto dall'art. 10, comma 8, fermo restando il rimboschimento compensativo con specie autoctone. In altre parole, difendendo l'ambiente si potevano migliorare piste ed impianti di risalita sulle nostre località sciistiche».
giovedì 11 gennaio 2007 |