
Provocazione e riflessione del
dr. Arcangelo Ceccarelli, condidato al Consiglio Comunale per la lista "NUOVA RIETI PER PAPALIA" sul tema: il TERMINILLO, una risorsa o un problema?"
La montagna di Roma torni ad essere la montagna di Roma!
La montagna di Roma (ma oggi lo è ancora?) costituisce a mio avviso un tema importante sul quale incentrare il dibattito politico in vista delle elezioni amministrative del 27/28 maggio 2007.
Per la verità non vedo un grande interesse al riguardo e quindi mi sento in obbligo di svolgere alcune brevi considerazioni con lo scopo di suscitare un confronto tra i vari schieramenti.
Preliminarmente penso di poter dire che tutti, indistintamente, dichiarano di voler un rilancio del Terminillo, e non potrebbe essere diversamente; tuttavia, a mio avviso, occorre però partire dalla redazione di un bilancio consuntivo di chi ha governato la città di Rieti, compresa la frazione Terminillo, praticamente da tre legislature ininterrottamente (due Giunte Cicchetti e l’attuale Giunta Emili).
Io non vedo un grande impegno profuso per la nostra montagna; possono bastare il campo d’altura e la pista di fondo per dare una sferzata decisiva alla malinconica condizione in cui la località versa da anni?
E’ ancora possibile pensare al Terminillo esclusivamente in termini di stazione sciistica, soprattutto in ragione dei mutamenti climatici che rendono la neve come un accadimento casuale, raro e poco duraturo? E quando non nevica?
Io temo che non sia stata data sufficiente attenzione alla necessità di vivere e far vivere il Terminillo tutto l’anno. Come?
Le risposte possono essere diverse e conseguenti ad un progetto di sviluppo che si vuole dare alla montagna. Nel caso di specie non mi sembra di cogliere l’idea di fondo dell’attuale Amministrazione. Penso che la colpa più grande sia stata quella di assistere a questa lenta agonia senza intervenire magari coinvolgendo chi poteva apportare risorse e progetti: mi riferisco alla Giunta regionale Storace ed al Governo nazionale Berlusconi, entrabi di ecntro destra. Certo, voler intitolare una via della frazione ad un gerarca fascista non è sembrata, ai più, una bella idea per promuovere il Terminillo.
La montagna di Roma torni ad essere la montagna di Roma!
Non è una battuta, ma una necessità; la capitale dista dal Terminillo un’ora o poco più di automobile: possiamo continuare ad ignorare un potenziale così significativo di persone che possono visitare e/o soggiornare al Terminillo? E la vicina Umbria? Possiamo assistere allo sviluppo delle altre località montane dell’Appennino Centrale con rassegnazione?
Io non voglio aspettare che cade la neve o la manna!
Voglio fare qualcosa, qualsiasi cosa, fin da subito.
Chiunque salga a Terminillo non deve più avere l’impatto con una località che dà di sé un’immagine di desolazione ed abbandono.
Peccato che in questo momento pre elettorale l’attuale Amministrazione non abbia pensato di migliorare almeno la situazione con l’installazione di marciapiedi e di parcheggi e che tutte le risorse siano state spese, faraonicamente, in altre zone.
Tuttavia il miglior investimento va fatto sulle persone.
Occorre riscoprire la vocazione turistica del Terminillo per tutto l’anno, incoraggiando non solo iniziative imprenditoriali, ma anche sviluppando la cultura della Montagna, nei suoi aspetti ambientalistici e paesaggistici.
I giovani, le scuole, l’amore per la natura, sono valori che vanno tradotti in politiche reali e non in mera propaganda.
Rieti ha il diritto di crescere e con essa il Terminillo.
Vota per cambiare e con il coinvolgimento degli Enti locali, Provincia e Regione, prima di tutto, ci impegneremo con rinnovata sinergia per fare del Terminillo non un problema ma una risorsa.
Dr. Arcangelo Ceccarelli